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Lavori nell’ambito delle professioni di supporto o di aiuto?
Oppure sei un’appassionata di crescita personale e spirituale?

Se hai risposto “Sì” ad almeno una di queste due domande, sappi che questo articolo è dedicato proprio a te.
Durante il mio percorso di formazione per diventare coach all’interno di LUNA Scuola di Coaching per l’Anima, parecchie volte mi sono lasciata travolgere da pensieri, quali:

“Ma chi sono io per fare la coach?”

“Ho un sacco di questioni irrisolte: come posso supportare gli altri se io stessa ho dei blocchi?”

“Tutto sommato sono ancora giovane… che ne so io della vita?”

In certi casi mi sentivo soffocare dall’aspettativa che l’essere coach accendeva in me, mentre in altri mi rendevo conto che quelle vocine sibilline che minavano la realizzazione del mio sogno altro non erano che lo spettro delle mie più profonde paure. Con il tempo (e proprio grazie alla formazione che stavo seguendo) ho compreso che questo tipo di pensieri e insicurezze sorgevano da una convinzione limitante molto radicata in me, ossia che per poter aiutare gli altri in modo efficace dovevo necessariamente essere perfetta.

La meraviglia dell’essere… fallibili

Ancora oggi rimango basita dinnanzi al macigno enorme che per anni e anni ho portato sulle spalle.
Mi riferisco cioè al peso della perfezione. Non a caso, ho a lungo sofferto di emicrania e di dolori al collo (benedetto il corpo che scopre la verità del cuore prima della mente!).

È stato proprio il mio percorso formativo per diventare coach a insegnarmi due grandi lezioni, che ho l’onore e il piacere di condividere con te nelle prossime righe.

Non esiste il fallimento, ma solo l’esperienza.

Secondo il pensiero degli antichi e dell’approccio immaginale, gli eventi sono enti, spiriti, divinità, daimones. Non esistono, dunque, eventi “belli o brutti”, “giusti o sbagliati”, “positivi o negativi”: per loro stessa natura, gli eventi sono nostri alleati in quanto ci supportano nel raggiungimento della nostra realizzazione.

Siamo esseri meravigliosamente fallibili.
Se amorevoli e compassionevoli nei nostri stessi confronti, ogni errore, sbaglio o imprevisto può trasformarsi in una preziosa occasione di crescita ed evoluzione.

Non “faccio” la coach: “sono” una coach.

Questa consapevolezza mi ha letteralmente spogliata del peso dell’aspettativa, dell’ansia da prestazione e della rincorsa alla performance.
In altre parole, ho invertito il mio paradigma di pensiero, riconoscendo che “essere” coach significa farmi canale di una trasformazione che co-creo assieme alle mie fantastiche clienti.

Noi coach siamo delle alchimiste: catalizziamo la trasformazione interiore, ma non pretendiamo di governarla.
Al contrario, stiamo nel flusso e attendiamo di scoprire con meraviglia i frutti del cambiamento.

Desideri ritrovare la connessione con la tua vocina interiore e far risplendere quella magnifica luce che già brilla dentro di te?
Dai un’occhiata ad Anima, il mio percorso di coaching per tessere il tuo talento.

[Pic by Anthony Ievlev on Unsplash]

Chiara

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