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Delle persone mi ha sempre affascinato l’approccio alla vita, prima di qualsiasi altro fattore.
Quando, per esempio, ho avuto la possibilità di confrontarmi con chi ha raggiunto la propria realizzazione personale, non mi sono mai interessata di scoprire il come ci fosse riuscito bensì ho sempre ricercato il perché ce l’avesse fatta.

  • Se ti è capitato di inciampare nel mito dei “guru che ti insegnano come ce l’hanno fatta”
  • Se speravi di sfogare la tua vena creativa attraverso la libera professione, ma pensi di non poter generare qualcosa di veramente nuovo
  • Se ti senti bloccata in una situazione di stallo personale o professionale

… allora stai leggendo l’articolo giusto!

Innanzitutto ti consiglio di metterti comoda e di concederti qualche minuto di tranquillità.

Buona lettura!

La differenza tra il come e il perché

Anche tu, come me, sei costantemente vittima delle innumerevoli inserzioni pubblicitarie che le piattaforme social ci propinano.

Forse molte persone non se ne rendono conto, ma i social non sono degli enti benefici il cui obiettivo nella vita è quello di far sentire le persone più vicine. I social sono a tutti gli effetti delle aziende che hanno bisogno di fatturare per sopravvivere. E, che ci piaccia o no, la fonte principale di guadagno per queste aziende deriva dalle inserzioni pubblicitarie.
Quindi… se vuoi essere social, devi accettare il fatto di essere bombardato dalle sponsorizzate di qualcun altro.

Chiarito questo punto, vorrei oggi condividere con te il mio pensiero sul contenuto di buona parte delle inserzioni che popolano la mia bacheca e, probabilmente, anche la tua.

Da libera professionista che opera nel campo del branding e delle strategie di comunicazione, sono il bersaglio di migliaia di sponsorizzazioni nel campo del marketing e della realizzazione personale.
Devo confessarti che la cosa non mi dispiace affatto!
In questo modo, infatti, non solo ho la possibilità di studiare la mia concorrenza, ma ho anche l’occasione di analizzare le interazioni delle persone con le inserzioni pubblicitarie dei miei concorrenti (detti competitors).

Ebbene, con il tempo mi sono resa conto che una delle tecniche che riscuote più successo è quella del “pagami e ti mostrerò come…

… come sono diventato ricco.
… come sono diventato magro.
… como sono diventato felice.

Il business di queste persone, dunque, è quello di vendere i contenuti della propria vita affinché gli altri possano diventare ricchi, magri e felici …come loro.

Facciamo finta che questi “Life Guru” siano davvero riusciti a raggiungere i propri obiettivi.
Per quale motivo dovrei pagare per scoprire come ci sono riusciti?

Il come rispecchia l’intimità del nostro percorso di crescita.
Si tratta di qualcosa di personale, profondamente correlato alle esperienze di ciascuno di noi.
Io stessa ho scritto un articolo in cui descrivevo il mio percorso professionale, ma con l’unico scopo di raccontare una storia che potesse essere di incoraggiamento per i miei lettori. Non ho standardizzato il mio percorso affinché potesse essere replicato da chiunque ne avesse voglia.

Essere d’ispirazione non significa diventare un modello replicabile.

La vera chiave di volta sta nel perché!

Il perché è il motore del mondo.
È conoscenza che divampa.
È apertura della mente.
È l’essenza delle cose.

Tutte noi, da piccole, siamo passate per l’età dei perché.
Abbiamo tormentato chiunque ci stesse accanto con interminabili conversazioni intercalate da centinaia di perché. Eravamo infatti mosse dalla curiosità e dalla sete di conoscenza.

A volte, con le nostre domande, abbiamo messo in crisi i grandi.
Sono certa sia capitato anche a te!
E per noi piccine sembrava assurdo che un grande non sapesse rispondere a una domanda, non è vero? Davamo infatti per scontato che l’adulto che stavamo interrogando avesse a sua volta posto quella domanda in passato, quindi doveva per forza conoscerne la riposta.

Come mai nel mondo degli affari o della crescita personale dovremmo aver perso la sete dei perché?

Beh, la risposta è tristemente semplice.
Perché evidentemente la pigrizia fa da padrona.

Ma è davvero così?

Come te non c’è nessuno

Così cantava Rita Pavone…
e aveva proprio ragione!

È vero.
Quando si parla di comunicazione e marketing si parla di target, ovvero quella fetta di pubblico a cui ci si vuole riferire per vendere prodotti o servizi. In qualche modo, quindi, siamo portate a standardizzare la nostra clientela secondo determinati criteri legati alle generalità (sesso, età, geografia), agli interessi, ai bisogni, ecc…

Soprattutto negli ultimi tempi, però, il mondo del marketing ha realizzato che la vendita non è più un semplice processo di acquisto, ma un’esperienza a tutti gli effetti.
E ciò che molto spesso distingue un business di successo da un business senza futuro è proprio la qualità di questa esperienza (la qualità del prodotto o del servizio venduto è un requisito minimo).

Ecco, quindi, che il target non è più qualcosa di “generico”.
L’obiettivo, oggi, è quello di conoscere intimamente ciascun potenziale cliente, comprendendone a livello profondo bisogni e atteggiamenti. E, auspicabilmente, prevedendone con anticipo futuri comportamenti.

Ebbene…
Quando, come me, vieni bombardata dalle miriadi di sponsorizzazioni sui social divenendo il target di qualcuno che vuole insegnarti a vivere, ricordati che solo tu conosci gli ingredienti della ricetta magica per il tuo successo.

Chi potrà davvero supportarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi ti stimolerà ad afferrare i tuoi perché, dandoti la possibilità di personalizzare i tuoi come.

Al prossimo articolo!

[Pic by Tetiana Shadrina on Unsplash]


Chiara

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