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Fin dai tempi della scuola ho sviluppato un rapporto quasi morboso con un oggetto fidato che accompagnava ogni mia singola giornata.
No… non mi riferisco al cellulare!
(Anche perché ti assicuro che ai tempi della scuola, il cellulare era per me un oggetto di fama ancora quasi sconosciuta!)

Ti sto parlando della mia matita!
Ho sempre adorato scrivere a matita, mentre provavo una certa antipatia nei confronti delle penne. Ed è incredibile come oggi il mio approccio sia rimasto del tutto immutato.

Con la matita… tutto può cambiare!

Cosa mi rende così appassionata a questo piccolo oggetto?
Beh… Innanzitutto con la matita tutto può cambiare.
Per alcuni potrebbe sembrare un segno di insicurezza, ma per me è simbolo di libertà. Mi piace cambiare idea e non nascondo la mia “creatività viva“.
Per me creare significa saper mutare, quindi cosa c’è di meglio dello scrivere e poter cancellare per ricominciare a scrivere nuovamente?

La matita non ha bisogno del tappo.

Amavo e amo le matite, ma ho dovuto comunque imparare a convivere anche con le penne. Ebbene: una cosa che odiavo e odio delle penne è l’esistenza del tappo.
Ho sempre perso qualsiasi tappo. A scuola il mio astuccio (che riportava i segni delle emorragie delle penne “stappate”) era un cimitero di penne ormai rinsecchite dall’aria e dal tempo.
La mia compagna di banco se lo ricorda bene! Tutte le volte che ci toccava fare un compito in classe, la santa Mariachiara mi prestava una penna, consapevole che sarebbe tornata indietro senza il tappo.

Eppure giuro di essere una persona ordinata!
Non ho mai compreso come sparissero tutti quei tappi, anche se penso si trattasse di una sorta di karma delle penne. Probabilmente associavo il tappo a una sorta di vincolo che, per missione personale, dovevo distruggere.

La matita come compagna di vita

Ogni ciclo importante della mia vita è stato accompagnato da una matita.
E non parlo di una matita qualsiasi. Parlo di ‘Ita, la prescelta.
Una volta identificato il mio amuleto, facevo in modo di utilizzare ‘Ita in modo parsimonioso e solo in occasione di eventi importanti.
Ecco perché ho sempre preferito le matite alle penne: puoi accorgerti con largo anticipo quando una matita sta per esalare il suo ultimo… tratto!
Con le penne, invece, scopri di essere rimasta appiedata solo quando è troppo tardi.

Per questo motivo, ho sempre portato con me le matite da battaglia che sfruttavo per studiare, ripetere o scrivere nei momenti più impensabili.

Riesco a macinare matite alla velocità della luce.
Ma per gli eventi importanti uso LEI, la mia ‘Ita. È come se ‘Ita abbia un potere creativo che bisogna maneggiare con cura e, soprattutto, dosare.
Questa è la mia ricetta per preservarla il più a lungo possibile.

Sono matta? Forse.
Ma una cosa è certa: con la mia mascotte ‘Ita lavoro meglio!

Al prossimo articolo!

Chiara
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