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E se il leggere una storia potesse in qualche modo guarirci?

Per me è stato così.
Il mio percorso di guarigione interiore ha avuto inizio circa 10 anni fa, quando scelsi di partecipare a una serie di cerchi di donne intitolati “Le Dee allo Specchio”.
Attraverso la lettura e la narrazione di alcuni miti greci e con il supporto di due professioniste meravigliose, ho avuto modo di riconoscere e sanare alcune mie profonde ferite attorniata da altre donne che, come me, sentivano l’esigenza di curare la propria Anima.

Come si è verificata questa trasformazione alchemica?
Accedendo all’immenso potere dell’immaginazione che i miti sono in grado di accendere e svelare.
Vivendo nel corpo le emozioni che quelle “storie” innescavano in me, ho riscoperto non solo i miei poteri e talenti, ma anche le mie vulnerabilità.
In altre parole, attraverso il mito e le energie archetipiche che esso muove, ho avuto modo di sperimentare un’alchimia trasformativa.

Hai mai pensato al fatto che, se immagiamo qualcosa, potenzialmente possiamo realizzarla?
Ecco. I miti ci aiutano a fare proprio questo: ci sostengono nel mettere da parte la mente logica e razionale e ci portano nel mondo dell’immaginazione, dove tutto è possibile.

Mito e archetipo

Come ti racconto in questo articolo, sono stata una divoratrice seriale di racconti e film mitologici sin da piccina.
Pur non comprendendo in modo consapevole la potenzialità alchemica di quei racconti, ricordo che mi piaceva immedesimarmi in certi personaggi che popolavano le diverse narrazioni in cui mi immergevo. Dal momento in cui mi risultava naturale vestire i panni di un personaggio, ecco che, come per “magia”, dentro di me percepivo di possederne le stesse caratteristiche, gli stessi talenti e le medesime potenzialità, nonché vulnerabilità.

Non solo mi specchiavo nei loro poteri o fragilità, bensì mi “ricordavo” di averli!

Tutto ciò mi risultava incredibilmente semplice nel corso dell’infanzia.
Crescendo, invece, ho perso di vista la naturalezza di questo processo, lasciandomi distrarre dalla razionalità. Fino a che non ho scelto di incontrare nuovamente il mito.

Ma cos’è, esattamente, il mito?
Possiamo dire che, nelle culture antiche, il mito fosse una sorta di chiave in grado di decodificare il “misterioso”.
Raccontando l’origine delle cose, ossia dell’esatto momento in cui qualcosa si è palesato per la prima volta nel mondo, il mito rappresenta il modo specifico del “narrarsi dell’Anima” (cit. Hillman).

In altre parole, sempre secondo il pensiero di Hillman (padre della psicologia archetipica), i miti mostrano la nostra psicologia del profondo in vesti antiche.
Essi, infatti, evocano gli archetipi, ovvero le immagini originarie delle nostre esperienze.
Pur riconoscendo di non poter spiegare fino in fondo il significato di archetipo, potremmo dire che gli archetipi altro non sono che dei modelli di comportamenti innati che costituiscono, nel loro insieme, la natura umana.

Esattamente come dinnanzi a una stessa esperienza ciascuno di noi può reagire in modo unico, attivando determinati pensieri, percependo certe emozioni e mettendo in scena specifiche azioni che innescheranno particolari risultati, analogamente uno stesso mito è in grado di raccontare storie diverse a seconda di chi ne è uditore.
Proprio come accade con le carte di ispirazione: avvalendosi di un linguaggio simbolico e metaforico (per l’appunto come i miti), questo potente strumento di introspezione e di connessione con il nostro intuito instaura una comunicazione unica nel suo genere a seconda di quello che è il vissuto e lo “sguardo” di chi lo sta consultando.

Attraverso la narrazione del mito, quindi, potrai accedere a quelle risorse e a quei messaggi di cui hai bisogno proprio nel momento in cui hai deciso di dialogare con il mito stesso.
Inoltre, dinnanzi allo stesso mito, la te di “oggi” potrebbe contattare certi aspetti del proprio universo interiore diversi da quelli che avrebbe incontrato la te di “ieri” o in cui si imbatterà la te di “domani”.

Questo, a mio avviso, è uno dei più grandi poteri del mito.

Guarire attraverso il mito

Da brava coach, ciò che più mi attrae dei miti è il fatto che non esistono morali preconfezionate.
Anzi: più che dare risposte, i miti pongono domande.

Ed è proprio grazie a questa incredibile peculiarità che si apre la possibilità di abbracciare un percorso di guarigione interiore attraverso i miti.
Queste storie senza tempo sono in grado di stimolare in noi delle profonde riflessioni, aprendo le porte all’esplorazione del nostro essere, al di là della razionalità, della morale e della visione dualistica a cui si appella la mente.

I miti, dunque, rompono i confini del conosciuto e ci permettono di fluttuare nella dimensione dell’Anima.
In breve: dialogando con intuito ed emozioni, essi si rivelano delle chiavi di inestimabile valore per accedere alla nostra saggezza interiore e per acquisire nuove consapevolezze su noi stesse.

Affascinata da tutto ciò che ti ho raccontato finora, nel 2020 ho scelto di rinascere come Tessitrice di Talenti.
La tessitura, infatti, è l’arte del creare. Un rituale alchemico collegato al femminino sacro in cui trama e ordito si intrecciano attraverso gesti armoniosi assecondando il ritmo della creazione.
Tessere significa, in fondo, raccontare la vita.

E non è un caso che la mitologia di numerose civiltà antiche sia  popolata da narrazioni sulle dee tessitrici.

Torneremo su questo argomento più e più volte nei prossimi articoli.
Nel frattempo, perché non vieni a farti una chiacchierata con una delle mie tessitrici preferite?
Clicca qui e scopri di chi si tratta!

Al prossimo articolo!

Chiara

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