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Quante volte ti sei sentita sfortunata perché quel tuo progetto, quell’idea a cui ti eri tanto affezionata o magari quella relazione in cui avevi investito tutta te stessa ti hanno delusa?
Ma soprattutto: quante volte ti sei accanita contro te stessa, ti sei maltrattata e ti sei rimessa alla sentenza del più duro dei tuoi giudici interiori solo perché le tue aspettative (o quelle degli altri) non sono state soddisfatte?

Viviamo in una società che fa della performance il proprio fiore all’occhiello.
L’errore non è contemplato. Anzi: è fortemente giudicato,  a tal punto da farci credere che se sbagliamo significa che siamo sbagliate.
La diretta conseguenza di questo tipo di approccio è che, sin da piccine, siamo abituate ad avere il terrore di fallire.
Così ci abbandoniamo alla morsa del perfezionismo o dell’immobilismo: in entrambi i casi, siamo talmente intimidite dalla possibilità che le cose non vadano come prestabilito, da non iniziare neppure a prendere in considerazione l’idea di metterci in gioco.
Ed ecco che, come in una sorta di incantesimo malefico senza fine, il nostro iniziale sentore viene confermato: non siamo in grado di affrontare quel progetto, quell’esperienza o quella relazione.

E se ti dicessi che il fallimento è un dono che arriva per te direttamente dal futuro?

La profezia auto-avverante

Introdotta dal sociologo Robert Merton, la profezia auto-avverante altro non è che un pattern comportamentale secondo il quale un certo tipo di pensiero è in grado di innescare una determinata emozione e, di conseguenza, una ben precisa azione a cui segue un risultato che va a confermare il pensiero iniziale.
In altre parole, certe convinzioni o pensieri diventano come predittivi, tanto da trasformarsi necessariamente in realtà.

Prova a immaginare questa situazione:

Laura è una libera professionista che ha da poco lanciato il proprio business.
Per quanto sia entusiasta della propria scelta, Laura è convinta di non avere la stoffa per raggiungere il successo che desidera.
Intimidita dal suo sentirsi non abbastanza, quindi, evita di sponsorizzare il magnifico servizio che ha confezionato mettendoci anima e cuore.
Dunque, a lungo andare, non può che prendere atto del fatto che i clienti non arrivano. Il che va a confermare la sua convinzione iniziale di non avere la stoffa per raggiungere il successo.

Potrei continuare con altri milioni di esempi.
Per citarne un altro: ti è mai capitato di essere convinta di stare poco simpatica a una persona (magari un collega, un parente, un conoscente)?
In virtù di questa convinzione, forse ti sarà successo di fraintendere un suo sguardo o atteggiamento, il che ti ha portato a provare una certa emozione e di reagire in modo eccessivo, avverando dunque l’antipatia di quella persona nei tuoi confronti.

Ebbene: già il fatto di etichettare un’esperienza che non rispetta le tue aspettative (o quelle altrui) come “fallimento”, attribuendole un significato nefasto in quanto “se sbagli, sei sbagliata” è sicuramente un ottimo modo per fomentare l’innesco della profezia auto-avverante.

Lascia andare il giudizio e cogli il messaggio

Se ti senti braccata dal timore di fallire o pensi di aver fallito, ti invito innanzitutto a portare l’attenzione dentro di te e a lasciare andare ogni giudizio in una profonda espirazione.
Ricorda che quella che siamo abituate a chiamare “fallimento”, altro non è che un’esperienza.
E ti dirò di più: potrebbe trattarsi di un’esperienza di immenso valore. Un vero e proprio dono dal futuro, giunto a te per migliorare il tuo presente.

Come mai le cose non hanno rispettato (o non dovrebbero rispettare) le tue aspettative?
Quali emozioni suscita in te questa dinamica?
Ti è mai capitato di fallire? Se sì: cosa hai imparato su di te grazie a questa esperienza?

Sii grata a tutti quegli aspetti del tuo essere che le circostanze hanno portato alla luce: potresti scoprire con enorme stupore che quel “fallimento” è quanto di più bello ti sia mai potuto accadere.

Se ti senti bloccata e hai bisogno di un supporto per contattare la tua voce interiore, ti suggerisco di dare un’occhiata ad Anima, il mio percorso di coaching per riscoprire il tuo potenziale nascosto.

[Pic by Alisa Anton on Unsplash]

Chiara
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