Dopo cinque anni di libera professione: cosa ho imparato

La libera professione è un vero e proprio percorso di crescita personale oltre che professionale.

Poiché sono prossima a celebrare i primi cinque anni di partita IVA (nonché di cambiamento radicale della mia vita), ho deciso di scrivere questo articolo immaginando di poter dare alla Chiara di cinque anni fa dei consigli e dei suggerimenti sulla base delle consapevolezze che ho maturato finora.

Le mie riflessioni ti saranno utili sia nel caso in cui tu sia in procinto di fare il grande salto (ossia di lasciarti alle spalle la vita da lavoratore/lavoratrice dipendente per lanciarti nella libera professione), sia nel caso in cui tu stia già percorrendo questo meraviglioso cammino.

Più in generale, i miei spunti potrebbero essere per te preziosi anche se, pur lavorando come dipendente, in questo momento stai maturando delle riflessioni in merito alla tua vita lavorativa.

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Sono molte le persone che  hanno richiesto e che richiedono tutt’ora il mio supporto con l’obiettivo di vivere serenamente l’aspetto lavorativo della loro vita.

C’è chi, per esempio, vorrebbe lasciare una carriera da dipendente per lanciarsi nella libera professione.

C’è chi, invece, percepisce soddisfazione nel lavorare come dipendente, non trovando però appagamento nell’attuale condizione lavorativa: magari vorrebbe avere il coraggio di cercare nuove possibilità o di chiedere di più.

La tematica della serenità lavorativa e, in senso più ampio, della realizzazione personale per mezzo dell’attività lavorativa è molto sentita e sfidante.

La via dell’espansione

Fino a cinque anni fa la mia vita era completamente diversa rispetto a quella di oggi.
Come ingegnere ho lavorato per diverso tempo in aziende metalmeccaniche: il mio ruolo, quindi, era decisamente distante da quello che ricopro oggi.

Oggi sono un’imprenditrice ribelle impegnata ad espandere e a portare nel mondo la propria missione dell’Anima: spargere la polvere d’oro della consapevolezza per realizzare il suo ideale di libertà. Il sentiero che ho scelto per manifestare il mio intento è quello del coaching dell’Anima ad approccio immaginale.

C’è stato un prima e c’è stato un dopo: una Chiara che era ingegnere e che a un certo punto è diventata una Chiara coach e imprenditrice.
La metamorfosi non è stata semplice.
Si è trattato di un percorso colmo di sfide, di ripensamenti e di paure.

Chissà dove mi avrebbe portato il mio viaggio se avesse avuto inizio con le consapevolezze che ho raggiunto ad oggi.
Questo volo pindarico, però, non è importante: come racconto spesso, tutto ciò che accade sta accadendo per noi, dunque in verità non ho rimpianti o rimorsi in merito a ciò che è stato.

Ecco qui le tre più importanti riflessioni che desidero condividere con te.

Non avere fretta

Innanzitutto, se avessi la possibilità di parlare con la versione di me che cinque anni fa ha preso la decisione di stravolgere la propria vita, sicuramente le consiglierei di non avere fretta. La fretta è stata infatti una cattiva consigliera nei primi tempi della mia transizione.

Quando si percorre il proprio cammino di crescita ed evoluzione a braccetto con la fretta, quello che ne deriva è che non ci si gode il viaggio.
Inoltre, quando ci si allea alla fretta si inseguono obiettivi dimenticando il perché li si sta perseguendo. E, come ti racconto in questo articolo, è fondamentale sapersi ascoltare prima di definire il motivo per cui ci si pone un determinato obiettivo.

Perfezionismo? No, grazie!

Un altro suggerimento che darei alla me di cinque anni fa consiste nel lasciare andare il perfezionismo.
Anche il perfezionismo si è rivelato un gigantesco freno alla mia espansione e alla mia realizzazione. Con l’intento di rendere tutto perfetto, per lungo tempo non mi sono data la possibilità di portare a compimento numerose azioni che avrebbero realizzato i desideri della mia Anima.

C’era sempre qualcosa da “aggiustare” con annessa frustrazione e malcontento.
D’altro canto, il perfezionismo va a braccetto con il controllo, che, a sua volta, si accompagna alla paura del fallimento.
Smantellare il perfezionismo e tutto ciò che gli ruota attorno mi avrebbe messo nelle condizioni di espandermi in modo molto più fluido godendomi il viaggio.

Alla Chiara di cinque anni fa direi:

“Fai!
Qualsiasi cosa tu faccia sarà comunque il tuo meglio: non esistono errori, ma soltanto esperienze.
Quindi vai, fai, prova. E se per caso tu dovessi sbagliare o fare un errore… benedetto sia quell’errore!”

A questo punto è doveroso aprire una parentesi.
Quando si compiono degli errori, soprattutto all’inizio della carriera da freelance, molte volte si rischia di perdere la motivazione, anche perché uno degli aspetti ombra della libera professione, soprattutto se si lavora online, può essere quello della solitudine. Dunque ci si ritrova spesso e volentieri a parlare con se stessi e ad essere (o meno) motivatori di se stessi.

Darti la possibilità di sperimentare senza perfezionismo è uno dei più grandi doni che puoi farti.
Sono proprio gli errori a porgerti l’opportunità di crescere e di dare la direzione che desideri alla tua attività.

Sbagliando si impara.
In questi cinque anni, grazie ai miei errori ho imparato davvero molto, tanto da giungere dove sono oggi.

Ed è proprio da questa riflessione che deriva la mia ultima condivisione.

La consapevolezza trasforma

A lungo ho pensato che il mio atto di ribellione, ossia il vivere la vita dei miei sogni, nascondesse la possibilità di una tremenda punizione.

Il non accontentarmi delle briciole mi faceva sentire arrogante. Ecco quindi che, qualora il mio desiderio non avesse dovuto avverarsi, immediatamente si sarebbe concretizzato un vero e proprio anatema.
All’atto pratico, i primi anni della mia attività da libera professionista mi hanno vista agire nel terrore del fallimento del mio progetto.
In realtà non era tanto la paura che il mio progetto fallisse a muovere sensazioni sfidanti dentro di me, quanto la convinzione che se avessi fallito sarei dovuta tornare a fare l’ingegnere e quindi vivere un’esistenza non allineata al mio sentire.

Oggi vorrei dire alla Chiara di quel tempo che non si può tornare indietro.
Tutte le consapevolezze che ho maturato nel tempo sono quelle preziose alleate che non mi permetteranno di tornare a vivere il medesimo schema che ho vissuto fino a prima del loro manifestarsi.

Quella che ti ho appena descritto è una dinamica che si presenta molto spesso anche durante i percorsi di coaching che conduco.
Diverse miei clienti temono di ricascare nelle stesse dinamiche che hanno trasformato nel corso della nostra esperienza insieme.

Ecco: la parola chiave è proprio la trasformazione.
Queste dinamiche sono state trasformate: anche se dovessero riproporsi non potranno mai essere uguali a prima.

Siamo esseri meravigliosi in continua espansione. Il cambiamento è l’unica costante.

[Pic by Giui]

Sono Chiara

Fondatrice di ALKHEIA Healing, Coach dell’Anima (ACC), formatrice, Facilitatrice di Alchimia dell’Anima, Moon Mother ®, operatrice Reiki e Istruttore di Yoga Sciamanico e Integrale. 

Intreccio coaching per l’Anima e approccio immaginale per guidarti a realizzare obiettivi allineati alla tua essenza, uscendo con consapevolezza e nel pieno del tuo potere personale da quel gioco tra ruoli, maschere ed identità che ti sta impedendo di accedere alla versione più pura di te.